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Assicurazione per lo sport: quando è obbligatoria?

Assicurazione per lo sport quando è obbligatoriaTutti noi sappiamo che gli sportivi professionisti si avvalgono di apposite polizze assicurative.

Ma quando è obbligatoria la cosiddetta assicurazione per lo sport

Assicurazione per lo sport

I professionisti

Nel mondo professionale, visto il considerevole livello di rischio cui si sottopongono gli atleti, l’assicurazione è sempre obbligatoria.

Una delle prime cose che viene in mente è il calciatore che si frattura un perone o la ginnasta che cadendo si crea una lacerazione dei tendini. Ma gli esempi potrebbero essere tantissimi.

Lo Stato in questo senso, con normative ad hoc, ha pensato bene di conferire un’obbligatorietà a tutela dell’atleta professionista che, tra l’altro, al pari di un operaio o di un impiegato, nell’esercitare lo sport svolge un vero e proprio lavoro.

I dilettanti

Tuttavia esiste tutta una serie di attività agonistiche che, anche se non svolte a livello professionale, hanno bisogno ugualmente di una giusta tutela contro gli infortuni.

Parliamo dello sport dilettantistico che a livello agonistico si svolge nelle palestre, nei campi di calcio, nello sci, nei campi di equitazione e chi più ne ha più ne metta. Fino ad arrivare a quelle attività sportive, per esempio, che sono svolte dai ragazzi nei centri estivi.

Sono tutte quelle attività agonistiche che solitamente sono svolte in maniera associata e per le quali è richiesto il tesseramento.

Queste attività non vanno confuse con l’hobbistica pura che si svolge nel tempo libero. Pensiamo, ad esempio, alla partita di calcetto estemporanea con gli amici, oppure la partita di tennis col collega d’ufficio.

Gli hobbisti

Per gli hobbisti l’assicurazione per lo sport non è obbligatoria, tuttavia nulla vieta che si possa comunque stipulare una polizza.

Magari si possiede una di quelle assicurazioni onnicomprensive che, nell’ambito di una tutela generalizzata della famiglia, prevedono pure il rimborso dei danni provocati a uno dei membri nel caso si svolga un’attività sportiva anche a livello meramente hobbistico.

Il caso è diverso se, come dicevamo, si è tesserati con una società sportiva: in questo caso la società aderisce obbligatoriamente alle assicurazioni stipulate dalle Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal CONI.

L’infortunio sportivo

L’infortunio sportivo è un evento accidentale, cioè non provocato dolosamente, che cagiona delle lesioni al corpo, fino ad arrivare a invalidità permanenti o addirittura morte.

In questo caso lo sportivo ha diritto a un rimborso proporzionale all’entità del danno, nonché alle conseguenze che questo comporta in termini di riabilitazione. E inoltre dovrebbe coprire, pur se a volte non completamente, le spese per analisi e diagnostica in generale.

L’infortunio sportivo rimborsabile riguarda tutte quelle attività che l’atleta svolge in gara o eventi ufficiali, ma anche in allenamento. A patto che, naturalmente, l’attività sportiva sia svolta nelle sedi previste e sotto il controllo dell’organizzazione sportiva preposta.

Di solito sono coperti dall’assicurazione anche infortuni che possono capitare negli spostamenti per raggiungere il luogo dove ci si allena o il campo di gara.

Esistono anche assicurazioni che consentono la copertura di danni arrecati a terzi durante la pratica sportiva, anche se la presenza di questa clausola va accertata e valutata di volta in volta.

Infine c’è da dire che in base allo sport che si pratica, esistono delle franchigie, cioè una quota parte della spesa che rimane a carico dell’assicurato.

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