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Mezzo con targa svizzera: si può guidare in Italia?

Mezzo con targa svizzera si può guidare in ItaliaSi può guidare in Italia un mezzo con targa svizzera? Una domanda che, oggi più che mai, merita una risposta esaustiva giacché sempre più persone decidono di andare a lavorare all’estero a causa della scarsa possibilità di trovare un impiego o un’occupazione qualsiasi in Italia.

Perché una targa svizzera

Non ci sono molte ragioni per cui si dovrebbe circolare in Italia con una targa svizzera.

Una potrebbe essere l’acquisto di un’auto usata in Svizzera da far circolare in Italia il tempo necessario per fare il cambio targa.

L’altra motivazione, che è anche la più frequente, è quella di possedere un’auto con targa svizzera semplicemente perché si lavora in questo Stato, oppure ci si predispone ad andarci a lavorare.

Ricordiamo che ultimamente fra i target lavorativi più importanti c’è la Svizzera, per diverse ragioni. La prima è che comunque è un Paese confinante e quindi facilmente raggiungibile, specialmente per chi abita al Nord.

La seconda è che, in un quadro europeo sostanzialmente deprimente quanto a solidità economica, la Svizzera mantiene una sua certa solidità finanziaria a prescindere, in più ha un’economia che funziona meglio di molti altri Paesi.

Targa svizzera in Italia

Comunque, sia che ci si lavori, sia che semplicemente si possieda un mezzo immatricolato in Svizzera, è legittimo chiedersi a quali condizioni si può guidare in Italia.

Le ipotesi

C’è una prima ipotesi, quella del cittadino italiano che ha trasferito la residenza nella Confederazione Elvetica. In questo caso il discorso è semplice e lineare: il veicolo si può guidare tranquillamente in Italia, rispettando le normative del nostro Paese sul codice della strada.

La seconda ipotesi è quella del cittadino italiano che non ha ancora trasferito la sua residenza in Svizzera.
In questo caso, ci soccorrono le normative europee le quali individuano sostanzialmente tre fattispecie, al fine di essere esonerati dai dazi doganali altrimenti previsti nel momento del passaggio dalla Svizzera in un Paese UE, e quindi l’Italia.

  • Il passaggio al confine è consentito per uso occasionale o di emergenza, per un periodo massimo di cinque giorni. Ovviamente, se richiesti di motivare l’uso occasionale o di emergenza, dovremo fornire adeguate giustificazioni, semmai producendo eventuale documentazione utile.
  • Il veicolo è in locazione. Il relativo contratto, evidentemente stipulato con un’azienda estera, deve essere esibito alla dogana nel momento del transito. Il mezzo può essere utilizzato per un massimo di otto giorni a far data dalla stipula del contratto stesso.
  • Uso sistematico, per motivi di lavoro, dei mezzi, siano essi autoveicoli o altri mezzi di trasporto che siano stati immatricolati all’estero, e quindi anche in Svizzera.

Quest’ultimo è il caso, forse, più frequente del lavoratore che quotidianamente, comunque sistematicamente, varca la frontiera.

La richiesta di esonero di pagare i dazi doganali va compilata su appositi moduli e firmata dal datore di lavoro. Normalmente questi moduli sono di facile reperibilità e in possesso di molte società.

La competente autorità doganale dovrà a sua volta prendere atto e, se sussistono le condizioni, autorizzare. L’autorizzazione ha durata massimo biennale e va rinnovata di volta in volta.

Nota finale

Questi sono i tre casi che rendono possibile il passaggio dalla Svizzera all’Italia senza problemi. Ovviamente il terzo caso del lavoratore in Svizzera è quello che più interessa, anche se potenzialmente possono capitare anche gli altri due elencati dalla legge.

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