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Come assicurare un mezzo con targa straniera

Come assicurare un mezzo con targa stranieraCome assicurare in Italia un mezzo con targa straniera? Bella domanda.

Intanto è bene precisare che l’articolo 132 del Codice della Strada prevede che i veicoli immatricolati all’estero i cui proprietari hanno residenza italiana, non possono circolare nel nostro Paese per più di un anno.

Trascorso questo periodo è l’immatricolazione italiana diventa obbligatoria. Perciò il problema dell’assicurazione del mezzo con targa straniera si pone solo per un anno.

I veicoli stranieri in Italia

La presenza di veicoli stranieri in Italia è in continuo aumento e questo dipende sostanzialmente da due ragioni.

La prima è la sempre maggiore presenza nel nostro Paese di cittadini stranieri, così come, d’altro canto, in altri Paesi d’Europa.

La seconda è che, a causa della crisi economica in atto, si cercano soluzioni alternative volte al risparmio sull’acquisto dell’autovettura, e sovente si trovano buone occasioni di auto acquistate sui mercati esteri.

L’immatricolazione

L’immatricolazione di un’autovettura in un Paese straniero costa mediamente sui 150 euro, mentre in Italia costa sui 900 euro. In Italia la legge obbliga a registrare il veicolo entro un anno dall’acquisto all’estero.

Certo, c’è anche chi tenta di aggirare la normativa avvalendosi di un prestanome straniero, ma questo può essere molto controproducente nel caso di veicolo intestato a terzi. Infatti, i veicoli immatricolati al di fuori della Comunità Europea potrebbero avere problemi di copertura assicurativa.

L’assicurazione

Al fine di evitare inconvenienti, bisogna essere sicuri che l’assicurazione stipulata all’estero sia valida anche in Italia. Bisogna vedere cioè se la compagnia assicurativa estera che rilascia la polizza sia stata autorizzata a operare in Italia.

A questo proposito possono essere fatte varie ricerche, ma forse la maniera più veloce e sicura è una ricerca fatta sul sito ufficiale dell’IVASS, dove è disponibile la lista aggiornata delle compagnie che possiedono questo requisito.

La copertura automatica

In ogni caso, in base al Decreto Ministeriale del 9 febbraio 2004, l’Italia è entrata a far parte di un accordo convenzionale in forza del quale non si prevede il controllo della copertura assicurativa sul territorio nazionale.

La legge fa riferimento a un accordo firmato da vari Stati a Madrid il 15 marzo 1991, in base al quale le forze di polizia degli Stati aderenti si astengono dal controllare le assicurazioni dei veicoli regolarmente immatricolati.

La convenzione è stata siglata dagli Stati dell’Unione Europea, dall’Islanda alla Norvegia, dal Liechtenstein, a Ceuta e Melilla, dalle Isole Faroe all’Isola di Man e alla Svizzera.

La Carta Verde

Ma per le autovetture immatricolate in altri Paesi che non hanno siglato accordi con altri Paesi Europei, per circolare fuori dal proprio Stato di immatricolazione, ci si deve munire della cosiddetta Carta Verde, cioè quel particolare documento assicurativo che permette di estendere la copertura anche in queste altre nazioni.

Al fine di capire quali siano questi Stati, si deve guardare il retro della Carta Verde dove, barrate con una x, sono indicate quelle nazioni dove non è estesa la copertura.

L’assicurazione di frontiera

Nel caso in cui non si abbia la Carta Verde, ci si deve munire della cosiddetta assicurazione di frontiera che deve ovviamente essere sottoscritta prima di guidare nel Paese straniero. Solitamente queste polizze si stipulano presso gli uffici di assistenza turistica.

I Paesi non aderenti

Esistono però Stati non aderenti al sistema Carta Verde, come per esempio il Canada e gli Stati Uniti, dove vigono regole diverse: in questi casi le assicurazioni sono stipulate in base alle normative specifiche del Paese.

Discorso ancora diverso, e in alcuni casi più impegnativo, è quando ci si rivolge a Paesi orientali o africani. E’ bene in questi casi particolari informarsi bene in rete su come bisogna muoversi. Oppure, meglio ancora, ci si può rivolgere al proprio assicuratore di fiducia perché ci consigli di volta in volta sul da farsi.

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